Questo post si combina con il precedente per trasferire un concetto importante e cioè che le cause che frenano lo sviluppo si combinano tra di loro. Sono cioè "concause". A parte elencare le cause, argomento su cui torneremo, dobbiamo comprendere come esse interagiscono. Introduciamo una equazione che chiarisce l'interazione logica delle cause prima citate e ne evidenzia in termini concreti l'effetto. L'equazione è semplice da individuare. Se a fronte dello sviluppo ci possiamo aspettare una maggiore ricchezza, possiamo partire da questa prima equazione e poi costruire il suo "contrario". Con i post dedicati alla storia di Nauru era emerso come l'assenza di specifici investimenti in sviluppo avesse determinato la distruzione di una grande ricchezza. Quindi gli investimenti in sviluppo avrebbero altrimenti determinato la creazione di ricchezza. L'equazione sarebbe: Investimenti in sviluppo = Ricchezza. Non è però così semplice, parrebbe semplicistico. E' necessario introdurre un ulteriore elemento, non bastano solo gli investimenti in sviluppo ma dobbiamo introdurre una ulteriore condizione che permette agli investimenti in sviluppo di produrre ricchezza. Questa condizione è rappresentata dai "Mercati competitivi", ovvero da mercati dove gli investimenti in sviluppo possono essere valorizzati. L'equazione diventa: Investimenti in sviluppo + Mercati competitivi = Ricchezza. Ora ragioniamo sul contrario. Riprendiamo le due cause che frenano lo sviluppo, "Gerontocrazia" e "Falso Teorema del Diritto Acquisito", possiamo pensare che la prima (Gerontocrazia) freni gli investimenti in sviluppo (avete mai visto un anziano bramoso di fare investimenti in sviluppo e cioè prendersi alti rischi? Mi pare succeda nel 99% dei casi il contrario), mentre la seconda causa (Diritto Acquisito) frena, come abbiamo discusso nel post dedicato, l'accesso competitivo ai mercati. Per cui ora possiamo determinare l'equazione al "contrario": Gerontocrazia + Diritto Acquisito = Non Ricchezza. Semplice no? Ma cosa succede se a fronte di una "Non Ricchezza" io individuo (o insieme di individui e quindi Stato) voglio spendere, consumare, godere? Una soluzione c'è: mi indebito. Più spendo, senza creare ricchezza, più mi indebito. Più consumo, senza creare ricchezza, più mi indebito. Più godo, senza creare ricchezza, più mi indebito. Fino a che non ho creato una Montagna di Debito. Quando arrivo ad aver creato una montagna di debito mi si pone un problema. Difficilmente troverò qualcuno disposto a darmi ulteriore credito (che diventa ulteriore mio debito), perchè già ne ho troppo e molto probabilmente non potrò più ripagarlo. Cosa dovrei fare a questo punto? Dovrei fare un esame di coscienza, ragionare ed ammettere che forse ho esagerato. Dovrei cercare di capire le ragioni che mi hanno portato a questo eccesso di debito e cioè la mia insostenibile bramosia di spendere nonostante la mia incapacità nel generare ricchezza. Potrei allora, una volta pentito, tornare indietro. Potrei iniziare a darmi da fare seriamente, facendo investimenti in sviluppo per migliorare, lavorare e competere per guadagnare. Con i soldi guadagnati potrei quindi ripagare il debito e mettermi in una situazione di rinnovato equilibrio e di ritrovata serenità. Certo ci vorranno sacrifici, rinunce, duro lavoro. Non tutti sono disposti a farlo. Magari nemmeno io. Mi verrebbe da cercare una scorciatoia. Ma quale? Bè se il debito è solo il mio e lo devo pagare solo io è difficile trovare una soluzione. Che posso fare, scappare? Magari scappo si, fuggo in un'isola deserta. Magari fuggo a Nauru! Ma se il debito è mio e di altri insieme, come in una società (e forse sarebbe meglio scrivere Società), che posso fare. Una cosa la posso fare! Se son vecchio posso farmi eleggere governatore della società, stabilendo che vi si accede solo oltre una certa età o che l'accesso è funzione dell'età (Gerontocrazia), poi dato che faccio io le leggi dico che come Governatore della Società devo avere un certo stipendio per sempre, cioè un vitalizio e che nessuno me lo può toccare (Diritto Acquisito). Poi emano una legge e dico che "tutti, tranne chi è il Governatore, devono equamente ripagare il debito". Il gioco è fatto. Facile, troppo facile. Anche un bambino lo capirebbe. Allora poichè lo capirebbe anche un bambino dovremmo renderlo più complicato, più difficoltoso da comprendere e sviscerarlo. Dovremmo allora rivolgerci a qualche "Azzeccagarbugli" o "Dottor Sottile", uno che delle cose semplici può farne cose complesse. Dovremmo chiedere un parere se ciò è fattibile a qualche soggetto illuminato. Che ne so. Potremmo chiederlo http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Ichino. Leggete pure il CV, a voi la valutazione. Io come detto non valuto.
lunedì 19 dicembre 2011
Gerontocrazia + Diritti acquisiti = Montagna di debito. E chi paga?
Questo post si combina con il precedente per trasferire un concetto importante e cioè che le cause che frenano lo sviluppo si combinano tra di loro. Sono cioè "concause". A parte elencare le cause, argomento su cui torneremo, dobbiamo comprendere come esse interagiscono. Introduciamo una equazione che chiarisce l'interazione logica delle cause prima citate e ne evidenzia in termini concreti l'effetto. L'equazione è semplice da individuare. Se a fronte dello sviluppo ci possiamo aspettare una maggiore ricchezza, possiamo partire da questa prima equazione e poi costruire il suo "contrario". Con i post dedicati alla storia di Nauru era emerso come l'assenza di specifici investimenti in sviluppo avesse determinato la distruzione di una grande ricchezza. Quindi gli investimenti in sviluppo avrebbero altrimenti determinato la creazione di ricchezza. L'equazione sarebbe: Investimenti in sviluppo = Ricchezza. Non è però così semplice, parrebbe semplicistico. E' necessario introdurre un ulteriore elemento, non bastano solo gli investimenti in sviluppo ma dobbiamo introdurre una ulteriore condizione che permette agli investimenti in sviluppo di produrre ricchezza. Questa condizione è rappresentata dai "Mercati competitivi", ovvero da mercati dove gli investimenti in sviluppo possono essere valorizzati. L'equazione diventa: Investimenti in sviluppo + Mercati competitivi = Ricchezza. Ora ragioniamo sul contrario. Riprendiamo le due cause che frenano lo sviluppo, "Gerontocrazia" e "Falso Teorema del Diritto Acquisito", possiamo pensare che la prima (Gerontocrazia) freni gli investimenti in sviluppo (avete mai visto un anziano bramoso di fare investimenti in sviluppo e cioè prendersi alti rischi? Mi pare succeda nel 99% dei casi il contrario), mentre la seconda causa (Diritto Acquisito) frena, come abbiamo discusso nel post dedicato, l'accesso competitivo ai mercati. Per cui ora possiamo determinare l'equazione al "contrario": Gerontocrazia + Diritto Acquisito = Non Ricchezza. Semplice no? Ma cosa succede se a fronte di una "Non Ricchezza" io individuo (o insieme di individui e quindi Stato) voglio spendere, consumare, godere? Una soluzione c'è: mi indebito. Più spendo, senza creare ricchezza, più mi indebito. Più consumo, senza creare ricchezza, più mi indebito. Più godo, senza creare ricchezza, più mi indebito. Fino a che non ho creato una Montagna di Debito. Quando arrivo ad aver creato una montagna di debito mi si pone un problema. Difficilmente troverò qualcuno disposto a darmi ulteriore credito (che diventa ulteriore mio debito), perchè già ne ho troppo e molto probabilmente non potrò più ripagarlo. Cosa dovrei fare a questo punto? Dovrei fare un esame di coscienza, ragionare ed ammettere che forse ho esagerato. Dovrei cercare di capire le ragioni che mi hanno portato a questo eccesso di debito e cioè la mia insostenibile bramosia di spendere nonostante la mia incapacità nel generare ricchezza. Potrei allora, una volta pentito, tornare indietro. Potrei iniziare a darmi da fare seriamente, facendo investimenti in sviluppo per migliorare, lavorare e competere per guadagnare. Con i soldi guadagnati potrei quindi ripagare il debito e mettermi in una situazione di rinnovato equilibrio e di ritrovata serenità. Certo ci vorranno sacrifici, rinunce, duro lavoro. Non tutti sono disposti a farlo. Magari nemmeno io. Mi verrebbe da cercare una scorciatoia. Ma quale? Bè se il debito è solo il mio e lo devo pagare solo io è difficile trovare una soluzione. Che posso fare, scappare? Magari scappo si, fuggo in un'isola deserta. Magari fuggo a Nauru! Ma se il debito è mio e di altri insieme, come in una società (e forse sarebbe meglio scrivere Società), che posso fare. Una cosa la posso fare! Se son vecchio posso farmi eleggere governatore della società, stabilendo che vi si accede solo oltre una certa età o che l'accesso è funzione dell'età (Gerontocrazia), poi dato che faccio io le leggi dico che come Governatore della Società devo avere un certo stipendio per sempre, cioè un vitalizio e che nessuno me lo può toccare (Diritto Acquisito). Poi emano una legge e dico che "tutti, tranne chi è il Governatore, devono equamente ripagare il debito". Il gioco è fatto. Facile, troppo facile. Anche un bambino lo capirebbe. Allora poichè lo capirebbe anche un bambino dovremmo renderlo più complicato, più difficoltoso da comprendere e sviscerarlo. Dovremmo allora rivolgerci a qualche "Azzeccagarbugli" o "Dottor Sottile", uno che delle cose semplici può farne cose complesse. Dovremmo chiedere un parere se ciò è fattibile a qualche soggetto illuminato. Che ne so. Potremmo chiederlo http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Ichino. Leggete pure il CV, a voi la valutazione. Io come detto non valuto.
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