"Gerontocrazia!" cantavano più di 30 anni fa gli Area ( http://www.youtube.com/watch?v=T2RvkrZuE9I ), una delle band di maggiore spessore intellettuale, dalle migliore capacità tecniche musicali, del più grande talento vocale nostrano mai avuto (Demetrio Stratos), con idee formidabili mixate ad un grande e sofisticato tessuto sonoro, implacabili nel portare avanti idee forti, radicali e senza paura (basti ricordare "Luglio, Agosto, Settembre...nero!") dove fornivano un punto di vista critico su uno temi più dibatutti della politica internazionale di quegli anni. Per tutti questi motivi furono relegati al ruolo di "band di nicchia" o "d'avanguardia" o "di genere", in poche parole da tenere distante dal grande pubblico, per loro di spazio in Italia non ce n'era, al massimo solo un piccolo "spazietto" in un angolo, senza disturbare troppo i "dinosauri" della Grande musica italiana. Gli Area incarnavano tutti i connotati tipici dei giovani "desiderosi ed ardenti" (rileggetevi la descrizione che ne ho fatto!!), ed anche per questo furono relegati e segregati ad un ruolo marginale dalla "Gerontocrazia". La Gerontocrazia è uno dei principali ostacoli per lo sviluppo dell'Italia, ma non é il solo. Altre forze infatti lavorano "con" o "per " la Gerontocrazia, la sostengono e la promuovono, molto spesso in maniera viscerale sebbene inconscia. Uno degli istituti fortemente radicati in Italia che si fa promotore della Gerontocrazia, sebbene incarni virtù o valori condivisibili, è la Famiglia. La Famiglia si sa nel nostro Paese è una istituzione, un caposaldo su cui si regge la nostra organizzazione sociale, etica, morale ma spesso anche industriale e...politica. Pochi anni or sono in Italia c'era anche un "Ministero per la Famiglia", come a sancire la difesa di un elemento strategico per la nostra Nazione, al pari di un "Ministero per il Petrolio" di una nazione petrolifera! Ma non mi si prenda per blasfemo se dico che la famiglia é un istituto che supporta la Gerontocrazia ed un ostacolo per lo sviluppo dell'Italia. Questa mia considerazione non nasce da una "presa di posizione" politica ma da una semplice osservazione della realtà. Si tratta, nei fatti, di un riscontro empirico. La Famiglia alleva, educa e protegge, e nessuno ne vorrebbe fare a meno, al tempo stesso pero' la famiglia impone un sistema di avanzamento basato su un principio semplice ed implicito: "il più anziano comanda", ed imbriglia le generazioni più giovani che devono accettare ed aspettare "il proprio turno". Il sacrosanto rispetto e stima per le generazioni più vecchie, per il loro contributo di esperienza, per la loro saggezza che è spesso garanzia di solidità non deve far mancare un concetto semplice, dimostrato da numerosi esempi dell'esperienza umana, che lo sviluppo puo' venire solo da un atteggiamento "affamato", energico ed in alcuni casi anche spregiudicato. Questo atteggiamento non é certo incarnato dai più "senior" bensi' dai giovani! Ai giovani deve essere permesso di farsi avanti quando la situazione a maggior ragione lo richiede, per poi affidarsi alle generazioni più mature in un momento successivo, di consolidamento, per garantire equilibrio ed equità. Nel panorama globalizzato odierno e' imprescindibile non assumere un atteggiamento votato alla continua ricerca di sviluppo che produce, oggi, solo momentanei stalli di relativo consolidamento, su cui innestare un'azione dei senior. Se la famiglia ordina; come sempre, "di mantenere le posizioni" produce incapacità dei giovani di assumersi le proprie responsabilità, in un momento che al contrario le richiede! Pertanto sentiamo spesso parlare del fenomeno dei "bamboccioni", letteralmente traducibile in "scansafatiche mai cresciuti che non vogliono assumersi le loro responsabilità", come prodotto refluo delle nostre famiglie. Molti in passato si sono indignati ed hanno espresso giudizi severi di vergogna nei confronti dei "bamboccioni" (vedi l'economista ed ex Ministro Padoa Schioppa), ma non si sono posti correttamente il problema di agire sulla causa a monte che li ha generati, ossia la famiglia "amorale". Dobbiamo quindi lavorare a monte sulla causa, dobbiamo lavorare sulla famiglia per renderla un istituto "flessibile" e con una gerarchia in grado di trasmutare a seconda delle diverse condizioni economiche e sociali. La famiglia infatti non é e non puo' essere in assoluto e sempre un istituto "morale", lo é o lo diventa solo quando riesce a diventare una micro-organizzazione sociale in grado di promuovere e garantire il benessere di una nazione, non quando si cristallizza in tabù e causa l'inerzia di una nazione. In quest'ultimo frangente diventa solo ed unicamente una famiglia "amorale".
lunedì 31 ottobre 2011
La famiglia..."amorale"
"Gerontocrazia!" cantavano più di 30 anni fa gli Area ( http://www.youtube.com/watch?v=T2RvkrZuE9I ), una delle band di maggiore spessore intellettuale, dalle migliore capacità tecniche musicali, del più grande talento vocale nostrano mai avuto (Demetrio Stratos), con idee formidabili mixate ad un grande e sofisticato tessuto sonoro, implacabili nel portare avanti idee forti, radicali e senza paura (basti ricordare "Luglio, Agosto, Settembre...nero!") dove fornivano un punto di vista critico su uno temi più dibatutti della politica internazionale di quegli anni. Per tutti questi motivi furono relegati al ruolo di "band di nicchia" o "d'avanguardia" o "di genere", in poche parole da tenere distante dal grande pubblico, per loro di spazio in Italia non ce n'era, al massimo solo un piccolo "spazietto" in un angolo, senza disturbare troppo i "dinosauri" della Grande musica italiana. Gli Area incarnavano tutti i connotati tipici dei giovani "desiderosi ed ardenti" (rileggetevi la descrizione che ne ho fatto!!), ed anche per questo furono relegati e segregati ad un ruolo marginale dalla "Gerontocrazia". La Gerontocrazia è uno dei principali ostacoli per lo sviluppo dell'Italia, ma non é il solo. Altre forze infatti lavorano "con" o "per " la Gerontocrazia, la sostengono e la promuovono, molto spesso in maniera viscerale sebbene inconscia. Uno degli istituti fortemente radicati in Italia che si fa promotore della Gerontocrazia, sebbene incarni virtù o valori condivisibili, è la Famiglia. La Famiglia si sa nel nostro Paese è una istituzione, un caposaldo su cui si regge la nostra organizzazione sociale, etica, morale ma spesso anche industriale e...politica. Pochi anni or sono in Italia c'era anche un "Ministero per la Famiglia", come a sancire la difesa di un elemento strategico per la nostra Nazione, al pari di un "Ministero per il Petrolio" di una nazione petrolifera! Ma non mi si prenda per blasfemo se dico che la famiglia é un istituto che supporta la Gerontocrazia ed un ostacolo per lo sviluppo dell'Italia. Questa mia considerazione non nasce da una "presa di posizione" politica ma da una semplice osservazione della realtà. Si tratta, nei fatti, di un riscontro empirico. La Famiglia alleva, educa e protegge, e nessuno ne vorrebbe fare a meno, al tempo stesso pero' la famiglia impone un sistema di avanzamento basato su un principio semplice ed implicito: "il più anziano comanda", ed imbriglia le generazioni più giovani che devono accettare ed aspettare "il proprio turno". Il sacrosanto rispetto e stima per le generazioni più vecchie, per il loro contributo di esperienza, per la loro saggezza che è spesso garanzia di solidità non deve far mancare un concetto semplice, dimostrato da numerosi esempi dell'esperienza umana, che lo sviluppo puo' venire solo da un atteggiamento "affamato", energico ed in alcuni casi anche spregiudicato. Questo atteggiamento non é certo incarnato dai più "senior" bensi' dai giovani! Ai giovani deve essere permesso di farsi avanti quando la situazione a maggior ragione lo richiede, per poi affidarsi alle generazioni più mature in un momento successivo, di consolidamento, per garantire equilibrio ed equità. Nel panorama globalizzato odierno e' imprescindibile non assumere un atteggiamento votato alla continua ricerca di sviluppo che produce, oggi, solo momentanei stalli di relativo consolidamento, su cui innestare un'azione dei senior. Se la famiglia ordina; come sempre, "di mantenere le posizioni" produce incapacità dei giovani di assumersi le proprie responsabilità, in un momento che al contrario le richiede! Pertanto sentiamo spesso parlare del fenomeno dei "bamboccioni", letteralmente traducibile in "scansafatiche mai cresciuti che non vogliono assumersi le loro responsabilità", come prodotto refluo delle nostre famiglie. Molti in passato si sono indignati ed hanno espresso giudizi severi di vergogna nei confronti dei "bamboccioni" (vedi l'economista ed ex Ministro Padoa Schioppa), ma non si sono posti correttamente il problema di agire sulla causa a monte che li ha generati, ossia la famiglia "amorale". Dobbiamo quindi lavorare a monte sulla causa, dobbiamo lavorare sulla famiglia per renderla un istituto "flessibile" e con una gerarchia in grado di trasmutare a seconda delle diverse condizioni economiche e sociali. La famiglia infatti non é e non puo' essere in assoluto e sempre un istituto "morale", lo é o lo diventa solo quando riesce a diventare una micro-organizzazione sociale in grado di promuovere e garantire il benessere di una nazione, non quando si cristallizza in tabù e causa l'inerzia di una nazione. In quest'ultimo frangente diventa solo ed unicamente una famiglia "amorale".
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1 commento:
Molto bello questo articolo, concordo con te!"L'Italia fatta in casa" parla di familismo amorale tipico italiano, e ricalca quanto detto nel tuo articolo.
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